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Gian Lorenzo Bernini

(Napoli, 1598 - Roma, 1680)

David


Anno : 1623-1624

Dimensioni : 170 cm

Tecnica : marmo bianco

Inv : LXXVII

David

La scultura è l’unica di soggetto biblico tra quelle eseguite dal giovane Gian Lorenzo Bernini per Scipione Borghese. Raffigura David, colto nell’istante che precede il lancio della pietra che colpirà il gigante Golia, chiamato dai Filistei per combattere contro l’esercito israelita. A terra si trovano la corazza donatagli dal re Saul e una cetra, consueto attributo dell’eroe e qui significativamente terminante in una testa d’aquila, a testimonianza della committenza e dell’intento celebrativo del casato Borghese: alla famiglia si augurava in tal modo di rinverdire le proprie glorie dopo il pontificato di Gregorio XV Ludovisi, che era stato poco favorevole ai Borghese e che si sarebbe concluso nel luglio 1623. Per dedicarsi a questa scultura, Bernini dovette interrompere i lavori per l’Apollo e Dafne e riuscì a terminarla in soli sette mesi di lavoro. Il David era in origine addossato a una parete: posteriormente non è infatti rifinito ed era privo di parte del tallone sinistro (completato poi nei restauri moderni). Secondo un principio compositivo che rimane fondamentale in tutta la produzione dell’artista, la scultura ha un solo punto di vista, posto esattamente sull’asse centrale tra la figura e l’occhio dell’osservatore: in tal modo, e grazie anche all’accorgimento tecnico di un basamento più piccolo dell’attuale, il coinvolgimento dello spettatore nello spazio dell’azione drammatica risultava accresciuto. Egli, infatti, si doveva trovare di fronte alla statua esattamente al posto di Golia, per essere emotivamente coinvolto e riuscire a ‘vedere’ con l’immaginazione l’imminente lancio del sasso. Nella figura di David, secondo le fonti, andrebbe riconosciuto lo stesso Gian Lorenzo: nella Vita dedicata allo scultore, Filippo Baldinucci racconta come il cardinal Maffeo Barberini – che di lì a poco sarebbe stato eletto pontefice col nome di Urbano VIII – si fosse dilettato a reggere lo specchio con cui Bernini si ritraeva in quest’opera. L’autoidentificazione dello scultore con l’eroe biblico è densa di significato. Egli si rappresenta come un lottatore che sfida il blocco di pietra, da lui trasformato in carne, tendini, vello, corda; ma affronta anche l’ombra del David di Michelangelo, che aveva raffigurato l’eroe nella tradizionale posa stante, ben saldo sulle gambe mentre si preparava a fronteggiare il nemico. Bernini cambia l’iconografia corrente e raffigura un David in azione, con il corpo sbilanciato e in torsione, realizzando uno dei capolavori più intensi di tutta la sua produzione.

Per saperne di più:
https://www.collezionegalleriaborghese.it/opere/david


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David



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