CONFERENZA: METAMORPHOSEN. IMMAGINI DEL MODERNO – 14 LUGLIO 2026 ALLA CASA DEL CINEMA ORE 18.00
Il 14 luglio alle ore 18.00, la Casa del Cinema ospita un nuovo appuntamento di approfondimento dedicato alla mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti. Una conferenza speciale che invita il pubblico a esplorare il tema della metamorfosi attraverso nuovi sguardi e riflessioni, arricchendo il dialogo tra il capolavoro di Ovidio e i linguaggi moderni.
Esistono età dell’immaginario che, per la forza fondativa degli episodi che le hanno segnate, hanno gettato le fondamenta del mondo mentale in cui abitiamo ancora oggi. Una di queste età – fondativa per definizione – è senz’altro il principato augusteo. Cosicché si ha la tentazione di ricondurre l’immaginario contemporaneo, di volta in volta, a un canone virgiliano, a un canone oraziano oppure a un canone ovidiano. Orientati cioè a un principio della Fondazione (della Genealogia, dell’ethos, della virtus), a un principio dell’Esistenza (della Stimmung o dell’Aura; di quella che in una sua indimenticabile Epistola Orazio chiama ventosità) o a un principio della Metamorfosi.
Secondo Hans Blumenberg, peraltro, essenza del mito è quella di vivere esclusivamente nei suoi rimaneggiamenti, tradimenti, nelle sue più o meno perverse trasformazioni: e dunque i miti narrati da Ovidio sono metamorfici all’ennesima potenza. Trattano di trasformazioni, ma metamorfica è la loro stessa sostanza. Lo si vede bene nella modernità, che a una concezione diciamo classicista della metamorfosi (quella delle piante secondo Goethe), volta a comporre una harmonia mundi onnicomprensiva, ne ha fatto seguire una viceversa inquieta, intermittente, sempre parziale. Il passaggio dalla Sinfonia Eroica di Beethoven alle Metamorphosen tragiche di Strauss non potrebbe essere più eloquente. Da Klee a Brancusi, l’oggetto mostra nella propria composizione il percorso che ha condotto alla sua genesi: la forma è fluens come la natura è naturans.
Passando attraverso autori per antonomasia “metamorfici” del moderno e della nostra contemporaneità (da Kafka a Joyce, da Savinio a Pasolini, da Giorgio Manganelli e Tommaso Landolfi a Luigi Serafini), si metterà a fuoco una figura-chiave della “metamorfosi italiana”, quella di Pinocchio: dalla quale si originano tanti altri percorsi letterari e artistici, sino a giungere agli episodi nei quali maestri di oggi, da Louise Bourgeois a Giuseppe Penone, si sono confrontati con gli scenari e il repertorio del luogo che ci ospita.
Andrea Cortellessa è nato a Roma nel 1968. Insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma Tre. Ha curato mostre e testi (tra gli altri di Giorgio de Chirico, Giorgio Manganelli, Elio Pagliarani, Giovanni Raboni, Amelia Rosselli, Andrea Zanzotto, Luigi Di Ruscio, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani e Luigi Serafini), realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive, spettacoli teatrali e musicali. Fra i suoi ultimi libri, Andrea Zanzotto. Il canto nella terra (Laterza 2021), Filologia fantastica. Ipotizzare, Manganelli (Argolibri 2022), Amelia Rosselli. Con l’ascia dietro le nostre spalle (Electa 2024), Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda (Quodlibet 2025) e Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini (Treccani 2025). Insieme a Emanuele Trevi cura per Electa la collana «Casa come me», e per il Castello di Rivoli i «Quaderni di Fisica e Metafisica» della collezione Cerruti. È nella redazione delle riviste «il verri», «Strumenti critici», «Zona critica» e «Moderna», e tra i fondatori di «Antinomie. Scritture e immagini»; collabora ad «Alias» del «manifesto», al «Corriere della Sera», al «Sole 24 ore-Domenica», al «Giornale dell’Arte» e ad altre testate.
La partecipazione all’incontro è gratuita. La prenotazione è obbligatoria a questo link