CONVEGNO DI STUDI THE TWO ROMES IN THE (EARLY-)MODERN PERIOD. DIVERSITY, SPACE, AND VISION IN CROSS-CULTURAL PERSPECTIVE
Il 26 ottobre, dalle 10.00 alle 13.00, si svolgerà alla Galleria Borghese un convegno di studi internazionale che indaga i rapporti, le connessioni e gli sviluppi paralleli tra Roma e Istanbul tra XVI e XVIII secolo. L’incontro, in lingua inglese, sarà moderato da Francesca Cappelletti e vedrà la partecipazione di Paolo Girardelli, Çiğdem Kafescioğlu e Alper Metin tre studiosi che affronteranno da prospettive diverse le analogie e le connessioni tra le due città.
Che cosa rimase dell’antico legame tra Roma e Costantinopoli dopo la conquista ottomana del 1453? E in che modo la memoria dell’Impero romano continuò a influenzare l’identità, la cultura e la trasformazione urbana delle due città?
Il convegno di studi “The two Romes in the (early-)modern period. Diversity, space, and vision in cross-cultural perspective”, nel dare una risposta a queste domande, prende le mosse dalle riflessioni dello storico Cemal Kafadar, che nel saggio A Rome of Its Own ha evidenziato il ruolo della memoria dell’Impero romano nella costruzione dell’autorappresentazione e della legittimazione ottomana. Un tema che si intreccia con le osservazioni dello storico dell’architettura Spiro Kostof sul progetto monumentale promosso da Mehmet II nella Costantinopoli conquistata: un complesso per scala e concezione paragonabile ai grandi precedenti dell’architettura imperiale romana.
Il convegno allargherà però lo sguardo verso connessioni meno evidenti, mettendo a confronto Roma e Istanbul come “ambienti plurali” e analizzandone le trasformazioni tra il XVI e il XVIII secolo.
Da un lato, Roma, centro della cristianità cattolica, rimase relativamente poco esposta alle espressioni della cultura islamica, ma accolse numerosi sudditi ottomani appartenenti alle confessioni non musulmane, tra cui greci, armeni e, in misura minore, ebrei. Dall’altro, il mecenatismo papale nel campo delle arti e dell’architettura contribuì, nel lungo periodo, a esercitare una significativa influenza sullo sviluppo urbano e architettonico di Istanbul, capitale dell’Impero ottomano.
A confrontarsi su questi temi saranno Paolo Girardelli, Çiğdem Kafescioğlu e Alper Metin, tre studiosi impegnati nell’analisi di aspetti differenti delle analogie e delle connessioni tra le due città. Il panel sarà moderato da Francesca Cappelletti.
Attraverso materiali, narrazioni e prospettive critiche differenti, gli interventi proporranno così una rilettura di Roma e Istanbul come due centri geograficamente distanti ma profondamente interconnessi, accomunati da una complessa stratificazione culturale e da una continua ridefinizione degli spazi e delle immagini della città.
Il convegno si terrà in lingua inglese.
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi a questo link, fino ad esaurimento posti.