I lunedì della Borghese – Ritratti in Galleria
30 settembre
Si aprirà con il misterioso Ritratto d’uomo di Raffaello (1483–1520), un’opera giovanile del 1502–1504 eseguita tra il soggiorno perugino e quello fiorentino. Il percorso prosegue con due raffinati ritratti del manierista Jacopino del Conte (1515 ca.–1598): il primo raffigura il cardinale Marcello Cervini degli Spannocchi (1501–1555), divenuto papa Marcello II per soli 21 giorni; il secondo rappresenta la nobile Francesca di Bosio Sforza di Santa Fiora, recentemente identificata grazie al confronto con una replica conservata nel palazzo di famiglia a Roma.
Nella stessa sala sono esposti altri due ritratti femminili: uno raffigurante forse Sofonisba Anguissola, la celebre pittrice cremonese, probabilmente eseguito dalla sorella Lucia (post 1535 – 1565), e l’altro con un autoritratto – verosimilmente copia dall’originale del Louvre – di Marietta Tintoretto (1554–60 – 1590), amatissima figlia di Jacopo Tintoretto.
Si prosegue con i due ritratti pendant dei nobili fratelli Sacchetti, Giulio e Marcello, immortalati dal grande pittore barocco Pietro da Cortona (1597–1669), loro protetto. Il ritratto del cardinale Giulio è stato donato alla Galleria nel 2016 dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti. In rapporto ai Sacchetti e soprattutto ai Barberini è anche Monsignor Clemente Merlini, effigiato al tavolo di lavoro da Andrea Sacchi (1599–1661), che si ispirò alle opere del Merisi.
Chiudono il percorso pittorico due tele di Gaspare Landi (1756–1830), datate 1806: un autoritratto dell’artista e il ritratto dell’amico Antonio Canova, realizzati entrambi con grande naturalezza.
Per quanto riguarda i ritratti scultorei, i due busti maschili della Galleria raccontano le personalità del filosofo fiammingo Giusto Lipsio, scolpito da Flaminio Vacca (1538 ca.–1605) – ritratto anche nei Quattro filosofi di Rubens (1611–1612, Firenze, Galleria Palatina) – e del cardinale Domenico Ginnasi, opera di Giuliano Finelli (1602–1653), considerata una delle più belle del periodo. A questi si aggiunge un busto femminile recentemente attribuito a Lorenzo Ottoni (1648–1736), già riconosciuto come ritratto di Felice Zacchia Rondinini di Domenico Guidi (1625–1701), ma che dovrebbe invece raffigurare la vedova romana Vincenza Danesi.
Il percorso, intitolato Ritratti in Galleria: gli illustri della Galleria Borghese, è dedicato alla scoperta degli uomini e – più raramente – delle donne rappresentati nella collezione pittorica e scultorea del museo. I due grandi collezionisti, il pontefice Paolo V e il cardinal nepote Scipione Borghese – ricordati nel dipinto di Ludovico Leoni detto Padovanino (1542–1612), copia da Caravaggio (1571–1610), e nei due busti di Gian Lorenzo Bernini (1598–1680) – resteranno sullo sfondo, lasciando spazio agli altri “illustri” presenti nelle sale.