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PRESENTAZIONE DEI VOLUMI: CARAVAGGIO E IL MAESTRO DI HARTFORD. NATURA MORTA IN CASA BORGHESE E IL TEATRO DELLA MUSICA DI LEONELLO SPADA


PRESENTAZIONE DEI VOLUMI: CARAVAGGIO E IL MAESTRO DI HARTFORD. NATURA MORTA IN CASA BORGHESE E IL TEATRO DELLA MUSICA DI LEONELLO SPADA

Il 14 maggio Keith Sciberras e Anna Maria Ambrosini Massari presenteranno due nuove pubblicazioni: Caravaggio e il Maestro di Hartford. Natura morta in casa Borghese, di Maria Cristina Terzaghi, e Il teatro della musica di Leonello Spada, di Giulia Iseppi e Raffaella Morselli.
Un’occasione preziosa per approfondire temi e protagonisti centrali della storia dell’arte tra Cinque e Seicento.

Caravaggio e il Maestro di Hartford. Natura morta in casa Borghese propone un viaggio all’origine del genere della Natura morta, indissolubilmente legato alla produzione artistica delle botteghe in cui Caravaggio mosse i primi passi romani, atelier del Cavalier d’Arpino compreso. In quel farsi e disfarsi di società, amicizie e mercato è iscritta anche la produzione di quadri di Naturalia, uno dei molti campi in cui il giovane Merisi ha dato un contributo decisivo e rivoluzionario. Lo studio illustra come l’esecuzione delle Nature morte del gruppo di Hartford sia collocabile nel circuito di quella produzione pittorica seriale e spesso condivisa tra più artisti, nella quale sono iscritti anche i bellissimi Iuvenilia di Caravaggio.

Il teatro della musica di Leonello Spada, costituisce uno studio monografico dedicato a uno dei temi più iconici e complessi della produzione di Leonello Spada (Bologna, 1576 – Parma, 1622): la rappresentazione delle scene musicali. Attraverso un’analisi interdisciplinare che intreccia storia dell’arte, musicologia e storia del teatro, Morselli e Iseppi decodificano il linguaggio visivo di un artista che ha saputo fondere la lezione naturalistica di Caravaggio con la tradizione scenografica bolognese.
Il cosiddetto Concerto di Leonello Spada (Galleria Borghese, Roma) costituisce una delle testimonianze più affascinanti e al tempo stesso enigmatiche della pittura bolognese del primo Seicento. Per lungo tempo ascritto a Caravaggio e interpretato come semplice derivazione del naturalismo caravaggesco, il dipinto è invece un esempio tra i più vividi della pittura bolognese di inizio secolo. Un’analisi più attenta rivela infatti come l’opera si collochi al crocevia di molteplici istanze: la tradizione carraccesca, il gusto accademico per i concerti privati, le nuove forme musicali che si intrecciano con la più sofisticata cultura erudita felsinea. Questa indagine intende dunque proporre una rilettura del Concerto attraverso più livelli: la ricostruzione della storia collezionistica e della ricezione critica, l’analisi puntuale degli strumenti e dei dettagli iconografici, la datazione plausibile e infine l’identificazione di tre personaggi centrali: Ercole Bottrigari, figura chiave della cultura musicale bolognese ed emiliana tra Cinque e Seicento, il poeta Giulio Cesare Croce, e il pittore stesso, appassionato sperimentatore in bilico tra musica, poesia, filosofia, scienze naturali. Carlo Cesare Malvasia scriveva infatti di lui che era “d’un cervello così vivo, così brillante, così spiritoso, ch’ebbe pochi uguali a’ suoi tempi”.

La partecipazione all’evento è gratuita e la prenotazione è obbligatoria a questo link




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